Il Buddhismo tibetano è una delle correnti della dottrina buddhista ed in particolare del Buddhismo Vajrayana, diffusasi in Tibet.

Storia

Durante il regno del re Songten Gampo (Sron-btsan sGam-po) (617 – 649), alcuni ministri furono inviati in India allo scopo di apprendere la lingua e la scrittura indiane, sulle quali il moderno sillabario tibetano è modellato; grazie alle due mogli buddhiste del re, fu portata la prima statua buddhista in Tibet. Ma la religione si diffuse e si arricchì solo durante il regno di Trhisong Detsen (nato nel 742, regnante dal 755, morto nel 798), anche attraverso il contributo Shantarakshita di Padmasambhava (in tibetano Guru Rinpoche), famoso mahasiddha “detentore di tutto il Tantra” giunto nel 786 dal regno dell’Uḍḍiyana.
Verso il IX secolo la serie dei “Re Religiosi” terminò; fra questi sovrani, Lang Dharma perseguitò la religione dal 798 al 842.
Si ebbe, in seguito, una “seconda introduzione” del buddhismo in Tibet attraverso l’opera di guru e lama indiani e tibetani, di traduttori e di loro ospiti come il re Lha Lama Yeshe Ö (che invitò un maestro indiano, Atisha, XI secolo), i traduttori Rinchen Zangpo e Legpai Sherab. In questo periodo sorsero le tre differenti “scuole” (Sakya, Kagyu e Kadam), oltre alla tradizione antica, Nyingma (risalente direttamente a Padmasambhava). Tsongkapa fu il fondatore della scuola dei Gelug con la riforma di quella Kadam utilizzando principalmente gli insegnamenti di Atisha (fondatore della tradizione Kadam).
A partire dal XII/XIII secolo, il Tibet fu sotto l’influenza dei Mongoli (il quarto Dalai Lama, Yonten Gyatso, era di famiglia mongola), che si appoggiarono alla scuola Sakya: nel 1253 Kubla Khan offrì a Drogön Chögyal Phagpa alcune province del paese.
Il primo Dalai Lama, Gedun Drub regnò nel XIV secolo (1391 – 1474); l’importanza della scuola Gelug e delle istituzioni loro collegate, tuttavia, crebbe considerevolmente solo nel XVI secolo: Sonam Gyatso (1543-1588) si assegnò per primo il titolo di Dalai Lama, (i due predecessori furono riconosciuti come tali solo a posteriori): a dimostrazione dell’influenza mongola sul paese, “Dalai” è parola mongola (letteralmente significa “oceano”) e “Lama” è tibetano per “maestro”. Secondo la tradizione, Altan Khan si rivolse a Sonam Gyatso come “oceano di saggezza”.
Il Potala, residenza storica dei Dalai Lama. Ngawang Lobsang Gyatso il quinto Dalai Lama, fu un grande accentratore ed organizzatore, e strinse alleanza sia con i Mongoli che con gli imperatori Qing dei Manciu.
Il Dalai Lama Thupten Gyatso (1876-1933) riuscì a tenere il paese intatto nonostante le numerose pressioni esterne [2]. Il governo dei Manciu tentò, dopo la sua fuga, di deporlo ed al suo ritorno dalla Mongolia dovette nuovamente fuggire in India, cercando l’aiuto dei britannici, che però rimasero neutrali. Nel 1911, in ogni caso, l’influenza dei Manciu sul Tibet svanì, in seguito al crollo della dinastia dell’Impero.
In occidente la percezione del buddhismo tibetano è stata inizialmente influenzata dai resoconti dei primi missionari cattolici e, in seguito, gli studiosi anglicani (Waddell e Davis) lo paragonarono erroneamente al cattolicesimo. Ai loro occhi il “lamaismo”, così lo definirono, oltre a diverse somiglianze formali era ricco di riti e faceva un largo uso di opere d’arte.

Lignaggi del Buddhismo tibetano

I Lignaggi del Buddhismo Tibetano sono le principali correnti di trasmissione degli insegnamenti del Buddhismo in Tibet e nelle aree in cui si è storicamente diffuso il Buddhismo Tibetano.
I Lignaggi hanno come base determinati monasteri (usualmente ogni monastero afferisce ad un Lignaggio, anche se vi sono monasteri che ne accolgono più di uno) dove gli insegnamenti sono ripartiti e trasmessi secondo linee diverse. Non sono però insegnamenti esclusivi: i riti di una scuola possono essere assunti anche da altre, così come particolari culti di divinità tantriche o di particolari Yidam o determinati cicli tantrici.
Il Lignaggio contiene una serie di dottrine da praticare con una serie di esperienze fisiche e mentali guidate da uno o più Lama qualificati i quali abbiano ricevuto da altri Lama le specifiche Trasmissioni, Iniziazioni e autorizzazioni.[9] ha la possibilità di impartire quelle Iniziazioni (Wangkur), Trasmissioni Orali (Lung / Ka-Lung) insegnamenti generali e istruzioni specifiche di meditazione da cui trarre autonomamente delle conclusioni e con cui conseguire i propri fini. Un esempio è la meditazione Dzogchen, sviluppata in ambito Nyingmapa avendo come origine Guru Rinpoche, Vimalamitra e altri, e poi diffusasi principalmente nel Lignaggio Kagyupa specialmente in seguito all’attività del 3º Karmapa Rangjung Dorje e poi in molti Lignaggi esistenti in Tibet e nella regione himalayana, forse un po’ meno nel Lignaggio Gelugpa.
Sempre nel lignaggio Nyingmapa esiste tuttora, a partire da Guru Rinpoche (Guru Padmasambhava dell’Uddiyana) il lignaggio dei Terma, Testi di insegnamenti o oggetti sacri di particolarissimo valore, scritti o comunque prodotti a beneficio delle generazioni successive immerse nelle difficoltà e sofferenze del Kaliyuga comunemente tradotto come “era delle cinque degenerazioni” insegnando tecniche, rituali, meditazioni e procedimenti di ogni tipo per beneficiare gli esseri senzienti nel Kaliyuga, sottoposti a grandi sofferenze e difficoltà di ogni tipo.

La scuola Gelugpa

I Gelugpa (dGe-lugs-pa: “virtuosi”), noti anche con il nome di “Berretti Gialli”, sono il lignaggio più diffuso e più potente del Tibet. A Lhasa nel Potala ha sede il Dalai Lama, ritenuto dai Gelugpa un Tülku, emanazione, del Bodhisattva Chenresig, mentre nel monastero Gelugpa di Tashilunpo a Shigatse ha sede il Panchen Lama, Tülku del Buddha Amithaba [17].
Il fondatore, lama Tsongkhapa, nel XIV secolo fu discepolo dei lignaggi Sakyapa, Kagyüpa e Kadampa e fu in quest’ultimo lignaggio che si fece propulsore di una riforma della disciplina monastica che portò alla formazione del lignaggio Gelugpa.
Il lavoro principale di Tsongkhapa è il Lam-rim chen-mo (“Il grande sentiero graduale”) è basata sugli insegnamenti di Atisha.
Peculiare dei Gelugpa è l’importanza data alla logica ed al dibattito riguardante i soggetti studiati e memorizzati riguardanti ogni campo della conoscenza del Dharma dell’intero Tripitaka di tutti i sutra e di tutti i tantra. Parte delle attività giornaliere dei monaci Gelugpa sono dibattiti filosofici sulle materie apprese ed una perfetta tenuta etica unita a una attività costante di meditazione.

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