PRANA



“Il soffio vitale che armonizza la vita”

Come attivare ed armonizzare ll Prana

A cura di Sarath Tennakoon

Domenica 26 Maggio 2019: Ore 10.00-13.00/14.30-17.30

Il termine Prana sottende diversi significati; il Prana appartiene allo stato sottile della creazione cosmica e nel corpo umano si manifesta come flusso energetico-mentale. Il Prana è il soffio della vita, l’energia vitale, la forza della nascita, della vita, della crescita e della trasformazione; l’energia del cuore, della mente e del corpo. Il Prana è una energia intelligente e dinamica che oscilla fra due estremi in modo dualistico, producendo funzioni e caratteristiche positive e negative.Il Prana si rispecchia nel nostro respiro, negli umori e nei pensieri che cambiano in continuazione. L’essere umano è in grado di controllare e disciplinare il Prana per trovare l’equilibrio, per raggiungere una vita energica ed armoniosa, superando ed affrontando bene i tanti disagi ed ostacoli della vita.

Quando una persona ha un “Buon Prana”: la respirazione, la circolazione sanguigna, la distribuzione di calore e le funzioni della difese immunitarie sono maggiori; tende al buon umore e ad alimentare pensieri ed azioni positive; affronta bene gli sbalzi respiratori e quelli di umore; migliora la concentrazione e la forza mentale.Le famose tecniche di Pranayama sono fondamentali ed importanti per attivare, coordinare e disciplinare il Prana. Le tecniche di Pranayama non consistono solo nell’utilizzo del respiro; alcune pratiche di Pranayama, oltre al respiro, sono strettamente legate all’utilizzo di Mudra, Bandha e Suono.

Pranayama è un’ottima pratica per migliorare il controllo dei sensi e la concentrazione mentale.

Pranayama è anche uno dei gradini fondamentali verso i piani superiori dello Yoga.

Oltre al Pranayama, esistono molte altre pratiche semplici e potenti riguardanti il Prana, sparse in varie scuole di Yoga e Tantra, da scegliere secondo le esigenze personali.

Durante il seminario verranno praticati semplici ed energetici movimenti fisici abbinati al respiro, tecniche di Pranayama e ad alcune pratiche speciali riguardanti l’argomento.

Si prega di comunicare la propria presenza prima possibile. Il costo del seminario è di 35,00 euro compreso Iva e materiali utili.

Per maggiori informazioni e prenotazioni – kanthiyoga@gmail.com , Tel. 338 6572100 

Sarath Tennakoon nato in Shri Lanka nel 1959, Buddista di tradizione Theravada, vive a Firenze dal 1982. Dal 1984 insegna Yoga; dal 1996 al centro Ewam (Associazione per lo studio e la pratica della filosofia e psicologia Buddhista Tibetana) di Firenze. Il suo metodo si basa su di un’accurata scelta tra le innumerevoli tecniche di Yoga e di Tantra e offre un’esperienza semplice ma potente, praticabile da tutti. Inoltre, organizza seminari di approfondimento su vari argomenti specifici a complemento degli insegnamenti teorico-pratici.

SCUOLE FILOSOFICHE E LORIG (MENTE E COGNITORI)

Introduzione alla filosofia e psicologia nel Buddhismo

GHESCE JAMPA GELEK

Sabato 4 maggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 5 maggio dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00

Verranno presentate le 4 scuole filosofiche. La scuola Vaibhashika (o scuola della grande esposizione o particolaristi), e la Sautrantika (scuola dei seguaci dei sutra), sono conosciute anche come le due scuole che espongono il significato che gli oggetti esterni sono veramente esistenti. La scuola Cittamatra (o scuola ‘solo mente’) e la Madhyamika (scuola della ‘via di mezzo’), sono le due scuole filosofiche che appartengono alla tradizione Mahayana. Famigliarizzarsi con il modo in cui il pensiero filosofico evolve attraverso queste 4 scuole, in modo sempre più raffinato, ci permette di arrivare a comprendere le sottigliezze della “via di mezzo”.

Geshe Gelek esporrà i ragionamenti delle 4 scuole in relazione ai concetti fondanti della psicologia buddhista, lo studio della mente secondo il Lorig. Il Lorig tratta della mente e di come funziona, dei fattori mentali, dei tipi di cognitori (validi e non validi) e dei modi di conoscere (concettuali e non). Sono gli strumenti cognitivi a disposizione nella nostra mente per riconoscere gli stati mentali costruttivi e distruttivi che operano e alterano la nostra realtà.

Geshe Ciampa Gelek, Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa dal marzo 2012, è l’attuale docente degli studi tantrici del Masters Program residenziale dell’FPMT, oltre ad insegnare diversi soggetti nei corsi dei fine settimana. Nel 1999 ha ricevuto il dottorato di Ghesce Lharampa, presso l’Università monastica di Sera Je, rivelandosi il primo del suo corso di studi, peraltro frequentato con successo anche da diversi allievi eccezionali, tra i quali Dagri Rinpoce.

Nel Dharma

Solidarietà al popolo cingalese

Gentili Soci ed amici del Centro Ewam,

vi informiamo che domani giovedì 25 aprile dalle ore 14.00 alle ore 16.00 in Piazza del Duomo a Firenze ci sarà una preghiera silenziosa della comunità Cingalese.

Siamo tutti invitati a partecipare in segno di solidarietà.

Nel Dharma

Ritiro “Il sentiero graduale verso l’Illuminazione”

Gentili soci ed amici del Centro Ewam, comunichiamo con grande gioia che da venerdì 21 a domenica 23 giugno il nostro Centro organizzerà un ritiro sulle meditazioni analitiche del Sentiero Graduale Verso L’Illuminazione, tenuto da Marcello Macini presso la struttura “San Leonardo” di Prato. Il ritiro sarà aperto a tutti e in particolar modo a coloro che seguono il Centro Ewam di Firenze e il Centro Lama Tzong Khapa di Treviso. E’ molto importante la prenotazione entro la fine di maggio. Per informazioni ed iscrizioni per favore contattate Marcello alla seguente mail: marcellomacini@gmail.com. Vi aspettiamo!

L’ESSENZA DELLA PRATICA

Corso intermedio tra Abc del Buddhismo e il Discovering Buddhism

Una ricerca interiore volta alla conoscenza di se stessi e della propria potenzialità

10 incontri settimanali a partire da mercoledì 17 aprile

dalle ore 20.45 alle ore 22.45

condotti da Marcello Macini

Una visione sintetica ed esaustiva che sorge dalla comprensione degli argomenti fondamentali del Sentiero Buddhista. “Metodo e Saggezza” quali componenti essenziali del pensiero e della pratica inducono ad un approccio logico e laico adatto nostro tempo. Il metodo, espresso dalla mente di amore e compassione insieme alla saggezza che realizza la mancanza del sé applicati allo sviluppo graduale della nostra mente, sono il modo di procedere lungo il sentiero che porta all’ottenimento di tutte le qualità. Questi due aspetti sono come le ali di un uccello entrambe necessarie per spiccare il volo, muovendosi simultaneamente. Infatti sia il sentiero Comune dei Sutra sia il sentiero Speciale del Tantra si basano su l’unione di metodo e saggezza. Nel Sentiero Comune la pratica avviene unificando la mente della grande compassione (metodo), con la mente che realizza la natura ultima dei fenomeni (saggezza), cercando di non separare questi due livelli di consapevolezza. Nel Tantra invece metodo e saggezza sono unificati nella stessa coscienza rendendo questo sentiero molto speciale e molto veloce. In questi incontri si andranno a conoscere e sperimentare attraverso un percorso di meditazioni guidate quanto metodo e saggezza siano efficaci all’ottenimento dell’ evoluzione individuale.

Requisiti:

Partecipazione costante agli incontri 
per informazioni ed iscrizioni inviare una mail a: info@ewam.it

Marcello Macini ha incontrato il Dharma a Dharamsala, in India, nel 1982 e da allora è impegnato nella pratica degli insegnamenti ricevuti dai più qualificati Maestri tibetani appartenenti alla tradizione di Lama Tzong Khapa tra cui S.S. il Dalai Lama, Lama Zopa Rinpoche, il Ven. Ghesce Yesce Tobden, il Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo, il Ven. Tulku Ghiatzo ed altri. Nel 1989 riceve dal Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo il permesso di condurre sessioni di meditazione e dai primi anni 90 inizia a guidare corsi di Dharma con la Benedizione del Ven Ghesce Yesce Tobden, successivamente il Ven Tulku Ghiatzo lo esorta a insegnare in modo assiduo e da allora insegna costantemente. E’ stato Direttore del Centro Ewam per 15 anni, dal 1989 al 2004, e Vicedirettore dell’Istituto Lama Tzong Khapa per 3 anni, dal 2009 al 2012. Fa parte degli insegnanti di Dharma certificati dall’ Fpmt Registred teachers e autorizzati a condurre Abc della Meditazione e Abc del Buddhismo, Discovering Buddhism e Basic Program. Ha strutturato e condotto molti corsi (“Come morire bene”, “Alchimia emotiva nell’esperienza meditativa”, “Scuola di Meditazione”, “Meditazioni analitiche”), ritiri di meditazione anche con gli studenti del Discovering Buddhism, del Basic Program, guidato il ritiro di Vajrasattva e diversi Ritiri di Lam Rim. Attualmente collabora con più centri di Dharma della tradizione Fpmt, segue insegnamenti e direttive di Kyabje Lama Zopa Rimpoche e del Ven Chusang Rimpoche, per la sua apertura Rime’ a tutte le Scuole Tibetane sta approfondendo la pratica Dzogchen con Machig Rimpoche. La sua sensibilità e l’interesse verso la conoscenza della mente, sviluppati attraverso lo studio e l’esperienza acquisita durante numerosi ritiri di meditazione, lo rendono particolarmente adatto a introdurre persone occidentali alla conoscenza del Dharma.

SCUOLE FILOSOFICHE E LORIG (MENTE E COGNITORI)

Introduzione alla filosofia e psicologia nel Buddhismo

con GHESCE JAMPA GELEK 

Sabato 6 aprile dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 7 aprile dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00

Verranno presentate le 4 scuole filosofiche. La scuola Vaibhashika (o scuola della grande esposizione o particolaristi), e la Sautrantika (scuola dei seguaci dei sutra), sono conosciute anche come le due scuole che espongono il significato che gli oggetti esterni sono veramente esistenti. La scuola Cittamatra (o scuola ‘solo mente’) e la Madhyamika (scuola della ‘via di mezzo’), sono le due scuole filosofiche che appartengono alla tradizione Mahayana. Famigliarizzarsi con il modo in cui il pensiero filosofico evolve attraverso queste 4 scuole, in modo sempre più raffinato, ci permette di arrivare a comprendere le sottigliezze della “via di mezzo”.

Geshe Gelek esporrà i ragionamenti delle 4 scuole in relazione ai concetti fondanti della psicologia buddhista, lo studio della mente secondo il Lorig. Il Lorig tratta della mente e di come funziona, dei fattori mentali, dei tipi di cognitori (validi e non validi) e dei modi di conoscere (concettuali e non). Sono gli strumenti cognitivi a disposizione nella nostra mente per riconoscere gli stati mentali costruttivi e distruttivi che operano e alterano la nostra realtà. 

Geshe Ciampa Gelek, Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa dal marzo 2012, è l’attuale docente degli studi tantrici del Masters Program residenziale dell’FPMT, oltre ad insegnare diversi soggetti nei corsi dei fine settimana. Nel 1999 ha ricevuto il dottorato di Ghesce Lharampa, presso l’Università monastica di Sera Je, rivelandosi il primo del suo corso di studi, peraltro frequentato con successo anche da diversi allievi eccezionali, tra i quali Dagri Rinpoce.

L’addestramento mentale in sette punti

Seconda parte – è possibile partecipare anche se non si è seguito la prima

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Sabato 30 marzo dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 31 marzo dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00

L’Addestramento Mentale in Sette Punti è stato portato in Tibet da Atisha e scritto da Ghesce Chekawa (1102-1176), che formulò la tradizionale dottrina chiamata dei « Sette punti» in cui vengono insegnati: i preliminari e l’addestramento alla Bodhicitta, come trasformare le circostanze avverse in favorevoli, come comprendere i criteri per trasformare la mente e i consigli per l’esecuzione di questa pratica. 

Questa pratica si rivela particolarmente adatta a chi viva una vita attiva e impegnata. Non chiede al praticante di ritirarsi in un eremo, ma piuttosto di riesaminare tutti i suoi rapporti con gli altri, e di trasformare gradualmente le sue reazioni alle varie circostanze della vita. Le conoscenze della fisica consentono di rivelare interessanti paralleli tra l’interpretazione dell’universo della filosofia madhyamika e le scoperte più recenti della scienza moderna. Il mondo del tempo e dello spazio assoluti sperimentato dai sensi è oggi considerato dalla fisica pura illusione, e ciò non può non ricordare la definizione della realtà data dal Buddha: un’illusione.

Gheshe Chekawa volle ricordare a tutti i discepoli che per avanzare nel cammino spirituale, è necessario far decadere i modelli abituali di comportamento e le abitudini, piantare i semi della pietà e consolidare il relativo sviluppo della bodhicitta. Per fare ciò è essenziale la pratica della pazienza, l’aspirazione, la percezione della vacuità, la compassione, la benevolenza e il gioire dei propri e altrui meriti. In questi insegnamenti è anche compresa la pratica del «prendere e dare» (tong.len in tibetano), una tecnica specifica per creare mentalmente uno scambio della propria esperienza con quella degli altri, un semplice metodo che piano piano trasporta questa intenzione in tutte le funzioni della propria vita. Seguire questo addestramento, è detto nei testi, equivale a sfregare insieme due bastoni per accendere il fuoco: un bastone corrisponde alle prospettive e alla disciplina dell’addestramento mentale, l’altro corrisponde alle proiezioni e alla dinamica delle abitudini. La pratica genererà l’attrito necessario affinché si produca la combustione.

Questo insegnamento è adatto a tutti, sia a chi si affaccia per la prima volta agli insegnamenti Buddhisti ed è di grande utilità anche per chi ha già svolto studi più avanzati, come gli studenti di “ABC del Buddhismo e della meditazione”, ‘Alla Scoperta del Buddhismo” e del “Basic Program”.

Ghesce Tenzin Tenphel è nato nel 1956 in Tibet, nel Domo, una regione vicina al Sikkim, da una famiglia di agricoltori e nomadi. Nel 1959, dopo l’invasione cinese del Tibet, fugge con la famiglia dapprima in Sikkim e, nel 1960, nell’India del Sud.

A nove anni diventa monaco e fino ai diciassette frequenta una scuola pubblica, utilizzando le vacanze scolastiche per memorizzare i testi classici della filosofia buddhista.

A diciassette anni entra nell’università monastica di Sera-je, dove studia ventuno anni e accede al titolo di Ghesce Lharampa (il più alto riconoscimento negli studi classici delle università monastiche tibetane). Nel 1994 riceve l’ordinazione monastica completa e si reca per un anno al monastero tantrico del Gyuto, per completare la sua formazione.

Tra il 1995 e il 1996 Ghesce Tenzin Tenphel viaggia con altri monaci in Europa, negli Stati Uniti e nel Canada, dove da insegnamenti. Dal 1998 è Ghesce residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ove da abitualmente insegnamenti e, dal 1988, collabora alle diverse edizioni del Masters Program, il più elevato corso di sei anni di studio di testi buddhisti in occidente. Ghesce Tenphel si reca periodicamente nei vari centri italiani per insegnare sia i Sutra che i Tantra.

Ghesce Tenzin Tenphel è molto apprezzato tra gli occidentali per la sua chiarezza espositiva, laradiante serenità e l’esplosivo senso dell’umorismo

“Sono nato in Tibet nel 1956, su una montagna nella regione orientale dell’Amdo. Dove passa la catena dell’Himalaya. Del Tibet ricordo solo il mio piccolo cane. Avevo tre anni quando sono scappato insieme ai miei genitori”, racconta Ghesce Tenzin Tenphel. “Nel 1959 – quando i tibetani si ribellarono in modo non violento contro gli invasori cinesi e questi ultimi reagirono uccidendo in pochi mesi migliaia di persone – fuggii con la mia famiglia nel sud dell’India, dove sono cresciuto”. Tenzin Tenphel e i genitori hanno camminato per giorni in mezzo alla neve. Hanno percorso il passo del Kanchenzonga a cinque mila e cinquecento metri di altitudine e le foreste di rododendri a quattro e tre mila metri. Poi hanno attraversato il fiume che scende verso lo stato indiano del Sikkim, alla ricerca di un villaggio. L’hanno trovato solo a due mila metri: poche case e un gompa, il tempio buddhista. Da qui per raggiungere la capitale del Sikkim, Gangtok, ci vogliono almeno 24 ore di strada sterrata. Dal Tibet, quello stesso anno, scapparono 85mila profughi. “Niente è cambiato in Tibet dal ’59. La comunità non è in grado di intervenire. Alcuni monaci sono tuttora in carcere o condannati a morte”.

INTRODUZIONE AL BUDDHISMO E ALLA MEDITAZIONE

Ciclo di 4 incontri condotti da Paolo Mori
lunedì 11 – 18 e 25 marzo, lunedì 1° aprile 2019

ore 20.45 – 22.30 
per tutti!

Uno studente occidentale che desidera conoscere il buddhismo, spesso trova difficoltà ad avvicinarsi a questa tradizione millenaria nata in un contesto storico e culturale differente.

In questo ciclo di 4 incontri ripercorreremo le tappe del buddhismo nella sua evoluzione storica dalle origini, così come preservate nella tradizione Pali, alle scuole Mahayana, in particolare quella tibetana. Sullo sfondo di questo contesto storico-filosofico verranno introdotti i concetti fondamentali, come l’analisi della sofferenza, il sentiero, il karma, l’origine interdipendente, la mancanza di sé dei fenomeni, la grande compassione, e vedremo quali sono le strategie meditative proposte per intraprendere al meglio il percorso verso la cessazione della sofferenza.

Ingresso ad offerta libera

Non è necessaria la prenotazione 

Paolo Mori  ha incontrato il Dharma alla fine degli anni ’70, ricevendo insegnamenti in Italia e in India da Maestri quali Lama Thubten Yeshe, Lama Zopa Rinpoche, Kiabje Zong Rinpoche, Geshe Jampa Gyatso, Geshe Yeshe Tobten, Tulku Gyatzo e altri. A partire dagli anni ’90 ha iniziato ad approfondire la tradizione Samatha-Vipassana con vari insegnanti, in particolare John Coleman (tradizione Sayagyi U Ba Kin), poi frequentando il centro ritiri Gaia House in Inghilterra, e negli ultimi anni partecipando a ritiri condotti da B. Alan Wallace. E’ stato direttore del Centro Terra di Unificazione Ewam di Firenze, associato all’FPMT. Di professione agronomo, esperto di cooperazione internazionale, ha vissuto a lungo in India collaborando col Governo Tibetano in Esilio di SS il Dalai Lama, promuovendo programmi di sviluppo in agricoltura biologica per i rifugiati tibetani.

SCUOLE FILOSOFICHE E LORIG (MENTE E COGNITORI)

Introduzione alla filosofia e psicologia nel Buddhismo

con GHESCE JAMPA GELEK 

Questo corso si svolge in 4 moduli di fine settimana.

2-3 marzo; 6-7 aprile; 4-5 maggio; settembre (data da definire)

Sabato dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00

Verranno presentate le 4 scuole filosofiche. La scuola Vaibhashika (o scuola della grande esposizione o particolaristi), e la Sautrantika (scuola dei seguaci dei sutra), sono conosciute anche come le due scuole che espongono il significato che gli oggetti esterni sono veramente esistenti. La scuola Cittamatra (o scuola ‘solo mente’) e la Madhyamika (scuola della ‘via di mezzo’), sono le due scuole filosofiche che appartengono alla tradizione Mahayana. Famigliarizzarsi con il modo in cui il pensiero filosofico evolve attraverso queste 4 scuole, in modo sempre più raffinato, ci permette di arrivare a comprendere le sottigliezze della “via di mezzo”.

Geshe Gelek esporrà i ragionamenti delle 4 scuole in relazione ai concetti fondanti della psicologia buddhista, lo studio della mente secondo il Lorig. Il Lorig tratta della mente e di come funziona, dei fattori mentali, dei tipi di cognitori (validi e non validi) e dei modi di conoscere (concettuali e non). Sono gli strumenti cognitivi a disposizione nella nostra mente per riconoscere gli stati mentali costruttivi e distruttivi che operano e alterano la nostra realtà. 

Geshe Ciampa Gelek, Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa dal marzo 2012, è l’attuale docente degli studi tantrici del Masters Program residenziale dell’FPMT, oltre ad insegnare diversi soggetti nei corsi dei fine settimana. Nel 1999 ha ricevuto il dottorato di Ghesce Lharampa, presso l’Università monastica di Sera Je, rivelandosi il primo del suo corso di studi, peraltro frequentato con successo anche da diversi allievi eccezionali, tra i quali Dagri Rinpoce.

L’addestramento mentale in sette punti

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Sabato 16 febbraio dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 17 febbraio dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00

L’Addestramento Mentale in Sette Punti è stato portato in Tibet da Atisha e scritto da Ghesce Chekawa (1102-1176), che formulò la tradizionale dottrina chiamata dei « Sette punti» in cui vengono insegnati: i preliminari e l’addestramento alla Bodhicitta, come trasformare le circostanze avverse in favorevoli, come comprendere i criteri per trasformare la mente e i consigli per l’esecuzione di questa pratica.

Questa pratica si rivela particolarmente adatta a chi viva una vita attiva e impegnata. Non chiede al praticante di ritirarsi in un eremo, ma piuttosto di riesaminare tutti i suoi rapporti con gli altri, e di trasformare gradualmente le sue reazioni alle varie circostanze della vita. Le conoscenze della fisica consentono di rivelare interessanti paralleli tra l’interpretazione dell’universo della filosofia madhyamika e le scoperte più recenti della scienza moderna. Il mondo del tempo e dello spazio assoluti sperimentato dai sensi è oggi considerato dalla fisica pura illusione, e ciò non può non ricordare la definizione della realtà data dal Buddha: un’illusione.

Gheshe Chekawa volle ricordare a tutti i discepoli che per avanzare nel cammino spirituale, è necessario far decadere i modelli abituali di comportamento e le abitudini, piantare i semi della pietà e consolidare il relativo sviluppo della bodhicitta. Per fare ciò è essenziale la pratica della pazienza, l’aspirazione, la percezione della vacuità, la compassione, la benevolenza e il gioire dei propri e altrui meriti. In questi insegnamenti è anche compresa la pratica del «prendere e dare» (tong.len in tibetano), una tecnica specifica per creare mentalmente uno scambio della propria esperienza con quella degli altri, un semplice metodo che piano piano trasporta questa intenzione in tutte le funzioni della propria vita. Seguire questo addestramento, è detto nei testi, equivale a sfregare insieme due bastoni per accendere il fuoco: un bastone corrisponde alle prospettive e alla disciplina dell’addestramento mentale, l’altro corrisponde alle proiezioni e alla dinamica delle abitudini. La pratica genererà l’attrito necessario affinché si produca la combustione.

Questo insegnamento è adatto a tutti, sia a chi si affaccia per la prima volta agli insegnamenti Buddhisti ed è di grande utilità anche per chi ha già svolto studi più avanzati, come gli studenti di “ABC del Buddhismo e della meditazione”, ‘Alla Scoperta del Buddhismo” e del “Basic Program”.

 

Ghesce Tenzin Tenphel è nato nel 1956 in Tibet, nel Domo, una regione vicina al Sikkim, da una famiglia di agricoltori e nomadi. Nel 1959, dopo l’invasione cinese del Tibet, fugge con la famiglia dapprima in Sikkim e, nel 1960, nell’India del Sud.

A nove anni diventa monaco e fino ai diciassette frequenta una scuola pubblica, utilizzando le vacanze scolastiche per memorizzare i testi classici della filosofia buddhista.

A diciassette anni entra nell’università monastica di Sera-je, dove studia ventuno anni e accede al titolo di Ghesce Lharampa (il più alto riconoscimento negli studi classici delle università monastiche tibetane). Nel 1994 riceve l’ordinazione monastica completa e si reca per un anno al monastero tantrico del Gyuto, per completare la sua formazione.

Tra il 1995 e il 1996 Ghesce Tenzin Tenphel viaggia con altri monaci in Europa, negli Stati Uniti e nel Canada, dove da insegnamenti. Dal 1998 è Ghesce residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ove da abitualmente insegnamenti e, dal 1988, collabora alle diverse edizioni del Masters Program, il più elevato corso di sei anni di studio di testi buddhisti in occidente. Ghesce Tenphel si reca periodicamente nei vari centri italiani per insegnare sia i Sutra che i Tantra.

Ghesce Tenzin Tenphel è molto apprezzato tra gli occidentali per la sua chiarezza espositiva, la radiante serenità e l’esplosivo senso dell’umorismo

“Sono nato in Tibet nel 1956, su una montagna nella regione orientale dell’Amdo. Dove passa la catena dell’Himalaya. Del Tibet ricordo solo il mio piccolo cane. Avevo tre anni quando sono scappato insieme ai miei genitori”, racconta Ghesce Tenzin Tenphel. “Nel 1959 – quando i tibetani si ribellarono in modo non violento contro gli invasori cinesi e questi ultimi reagirono uccidendo in pochi mesi migliaia di persone – fuggii con la mia famiglia nel sud dell’India, dove sono cresciuto”. Tenzin Tenphel e i genitori hanno camminato per giorni in mezzo alla neve. Hanno percorso il passo del Kanchenzonga a cinque mila e cinquecento metri di altitudine e le foreste di rododendri a quattro e tre mila metri. Poi hanno attraversato il fiume che scende verso lo stato indiano del Sikkim, alla ricerca di un villaggio. L’hanno trovato solo a due mila metri: poche case e un gompa, il tempio buddhista. Da qui per raggiungere la capitale del Sikkim, Gangtok, ci vogliono almeno 24 ore di strada sterrata. Dal Tibet, quello stesso anno, scapparono 85mila profughi. “Niente è cambiato in Tibet dal ’59. La comunità non è in grado di intervenire. Alcuni monaci sono tuttora in carcere o condannati a morte”.

RITIRO SU MAHAMUDRA E COMPASSIONE

con Gabriele Piana

Sabato 2 e domenica 3 febbraio

Sabato 16 e domenica 17 marzo 

Sabato dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica ore 10.30 – 12.30 e ore 14.00 – 16.00

è richiesta l’iscrizione con una mail a: info@ewam.it

In questo corso, articolato in due weekend, si mediterà sulla natura convenzionale e ultima della mente, secondo l’impostazione presente in un testo del Panchen Lama Losang Chökyi Gyeltsen su mahamudra.

Nel primo weekend ci si soffermerà in particolare sulla chiarezza o luminosità della mente e sul calmo dimorare. Nel secondo weekend ci si soffermerà in particolare sulla vacuità di esistenza intrinseca della mente e sulla visione superiore. In entrambi gli incontri si prenderà quale filo conduttore il tema della sofferenza e della compassione, attraverso un approccio diretto ed esperienziale alle dinamiche emotive della quotidianità e agli ostacoli nella pratica meditativa.

offerta corso per ogni fine settimana € 25,00

 

Gabriele Piana ha insegnato filosofia al liceo, è stato ricercatore di Filosofia Morale presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Palermo e redattore di “aut aut” e di “Millepiani”. Si è occupato del pensiero francese contemporaneo, pubblicando alcuni libri, fra i quali Le scene della scrittura nell’opera di Jacques Derrida (Mimesis, 2001) e Conoscenza e riconoscimento del corpo (Mimesis, 2005). Nel 1992 ha conosciuto la pratica della meditazione e nel 2005, grazie alla gentilezza di alcuni suoi maestri, ha preso rifugio nel Dharma. Nel 2008- 2013 ha portato a termine un Masters Program in studi filosofici buddhisti e, dopo tre anni di benefico training monastico, è ritornato allo stato di praticante laico, continuando a insegnare teoria e meditazione buddhista e scrivendo diversi articoli su tematiche buddhiste. Presso l’Istituto Lama Tzong Khapa, dal 2010 al 2014 ha svolto l’attività di insegnante per il Basic Program on line, dal 2014 al 2015 ha insegnato nel corso Alla scoperta del Buddhismo e nel 2015 è stato insegnante assistente per il Basic Program online. Presso diversi centri FPMT ha insegnato argomenti del Basic Program. Attualmente è insegnante assistente per il Masters Program residenziale e online 2015-20121 presso l’Istituto Lama Tzong Khapa e collabora con alcuni Master in neuroscienze e meditazione presso l’Università di Pisa e l’Università di Udine. E’ insegnante registrato dell’FPMT e ha ricevuto insegnamenti dai maestri di tutte le scuole del buddhismo tibetano. 

Seminario yoga: CHAKRA

Scoprire gli insegnamenti autentici, interpretando simboli e termini speciali relativi ai Chakra. 

Seminario guidato da Sarath Tennakoon

Domenica 27 Gennaio 2019, Ore 10.00 – 13.00/14.30 – 17.30

La parola Chakra esprime una varietà di significati: ruota, cerchio, vortice, ciclo, sistema, percorso ecc.

Invece, quando si parla di sistema dei Chakra nell’essere umano, questi determinano

i centri di energia e di coscienza che governano le varie funzioni.

Gli antichi eruditi, i grandi conoscitori dell’essere umano e dell’universo, hanno codificato

le loro conoscenze concentrandole nelle simbologie e in particolari parole speciali.

I simboli trasmettono gli insegnamenti in modo universale senza confini e senza limitarsi

a una lingua o a una singola popolazione. Mentre le nazioni e i confini cambiano, i simboli restano.

I simboli sono sempre gli stessi ma si possono sempre interpretare in modi diversi.

Gli antichi insegnamenti sui Chakra sono arrivati fino al mondo di oggi restando sempre validi.

Attualmente l’interesse per i Chakra è condiviso e utilizzato anche da molti altri sentieri scientifici, terapeutici e spirituali.

L’essere umano è una grande riserva di potenzialità creativa ereditata da milioni di anni di evoluzione. “Ognuno di noi è speciale almeno in una cosa”!

Gli insegnamenti e le tecniche riguardanti i Chakra possono aiutare a scoprire e sviluppare tali potenzialità individuali che spesso rimangono latenti.

Le tecniche riguardanti i Chakra sono innumerevoli e sono sparse in vari sentieri.

Durante il seminario verranno eseguite alcune di queste pratiche, oltre la parte teorica.

Il seminario è aperto a tutti ed è consigliabile anche ai praticanti dei miei corsi di Yoga poiché questi corsi settimanali non comprendono insegnamenti espliciti sui Chakra pur facendovi talvolta riferimento.

Si prega di comunicare la propria presenza prima possibile. 

Il costo del seminario è di 35,00 euro compreso materiali utili. 

Per informazioni e prenotazioni: kanthiyoga@gmail.com – Tel. 338 6572100.

NUOVE COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE

Metodo Bert Hellinger

condotto da Perla Gianni Falvo

Domenica 20 gennaio ore 10.00 – 17.00
Presentazione del corso aperta a tutti venerdì 18 gennaio ore 21.00

Nel corso della storia gli esseri umani non hanno mai smesso di provare a conoscere gli aspetti che regolano propria esistenza e il senso della vita stessa. Le Costellazioni possono offrire un contributo a questa ricerca poiché consentono di oltrepassare il livello della percezione ordinaria delle relazioni tra gli esseri umani facendo emergere ciò che muove la qualità dei rapporti  tra le persone. Il metodo messo a disposizione da Hellinger con le Costellazioni Familiari definite Classiche e poi con le Nuove Costellazioni, riesce a mostrare la spinta profonda e solitamente inconsapevole che muove le nostre azioni. Senza parlare i rappresentanti permettono consapevolmente che questa spinta li guidi per rendere visibile attraverso le loro azioni ciò che riguarda uno specifico campo di relazione. Attraverso i rappresentanti, passato e presente s’incontrano nello stesso punto dove è conservato tutto, cioè noi stessi. Il “problema” di una persona, la sua malattia, il suo fallimento non riguarda “nulla di personale” dice Bert Hellinger. Le difficoltà nell’ambito delle relazioni tra uomo e donna, tra genitori e figli, oppure nelle amicizie e nelle organizzazioni di lavoro, provengono da un disordine, che si può avviare all’armonia, riconoscendolo e contestualizzandolo in un ambito più grande. Questo riconoscimento non può limitarsi ad una comprensione logica ma per essere efficace deve avvenire in forma di esperienza proprio dove sorge la spinta ad agire. Ci sono cose che non si possono apprendere nello stesso modo in cui ordinariamente si impara, per esporci a questa esperienza occorre aprirsi a un atteggiamento fenomenologico  e in questo percorso si possono ricevere delle intuizioni per accedere a informazioni che cambiano la visione di noi stessi e degli altri.

L’incontro è aperto a tutti  
durante il seminario sarà fatta una presentazione del metodo delle Costellazioni
la giornata di lavoro si svolgerà in gruppo prendendo in considerazione le richieste fatte dai singoli partecipanti
potranno essere presi accordi per incontri individuali
è necessaria una iscrizione anticipata entro mercoledì 16 gennaio con una mail a questo stesso indirizzo di posta: info@ewam.it
offerta € 58,00
occorre solo portare interamente noi stessi. 

PERLA GIANNI FALVO fa parte del primo gruppo di Costellatori diplomati da Bert Hellinger. Scenografo professionista, ha sviluppato la sua formazione nell’area delle tecnologie multimediali e nell’ambito dei fenomeni percettivi. Ha praticato la meditazione con la Comunità Mondiale di Meditazione Cristiana, SS il Dalai Lama e numerosi maestri tibetani, Ron Young e Thich Nath Han. E’ Counselor olistico (ai sensi della legge 4/2013 Reg. Sicool N°212).  Opera nel settore della comunicazione dei Beni Culturali con una particolare attenzione all’impatto psico-fisiologico nella percezione delle opere d’arte. Ha firmato la scenografia di numerose trasmissioni televisive Rai, progettato allestimenti museali con applicazioni virtuali e multimediali collaborando con Istituti Universitari e Centri di Eccellenza, CNR, CNRS.I suoi lavori in ambito museale sono stati pubblicati in Italia e all’estero, nelle banche dati IEEE e Scopus. Ha pubblicato La forza dei Campi Morfici, Nuove Costellazioni e Arte, per le Edizioni Tecniche Nuove. Membro Hellingerscencia®, Sicool, ADI, IDEA, BEDA (Bureaux of European Designer Association).

SOGNI MORTE E BARDO

con Marcello Macini

Sabato 12 gennaio dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 13 gennaio dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 16.00

“Sogno, morte e bardo” è un passaggio importante nell’acquisizione della conoscenza del Buddhismo tibetano e offre la possibilità di sviluppare tipi di consapevolezze nuove e indispensabili per la cura di se stessi.

Nel buddhismo la morte fisica non determina una fine assoluta dell’esistenza ma manifesta un processo di naturale cambiamento della coscienza che si conclude con una nuova rinascita. Questo processo ha la necessità di essere preparato affinché possiamo esserne protetti e determinare al meglio la direzione della nostra futura rinascita. Vi è un periodo tra le nascite chiamato bardo (bar-do) in tibetano, durante il quale la mente assume un aspetto sottile. Al momento della nostra rinascita la mente si manifesta poi in un aspetto più grossolano. Questo processo è riconducibile a tutte le volte che ci addormentiamo, in quanto la nostra mente ripercorre in forma più leggera gli assorbimenti che avvengono nella morte. Quando poi sogniamo, ciò avviene con un corpo sottile che assomiglia a quello del bardo, quando ci svegliamo abbiamo un aspetto più grossolano che è simile al prendere una nuova vita.

La pratica meditativa dello Yoga del Sonno e dei Sogni permette di riconoscere il parallelismo tra l’andare a dormire, il sognare, lo svegliarsi e dall’altro lato il morire, il bardo e la nuova vita. Fin dall’antichità, nel contesto del Buddismo Tibetano, si è sviluppata molta attenzione verso il sogno lucido tanto da metterlo al centro delle più importanti pratiche meditative e spirituali: si pratica il cosiddetto ‘Yoga Tibetano dei Sogni‘ (in inglese noto anche come dream yoga) che proviene dal Grande Mahasiddha Naropa vissuto nell’XI secolo. Il primo passo è rendersi conto di stare sognando nel momento in cui il sogno si manifesta, è il modo migliore per comprendere il carattere illusorio del sogno, dopodiché si esplora la possibilità di mutarlo secondo i propri desideri. La pratica del sogno lucido consente di capire che i sogni sono illusori ma l’obiettivo più importante è arrivare a comprendere che anche la realtà che noi percepiamo comunemente nella veglia è illusoria. Per andare a un livello più profondo occorre praticare la meditazione all’interno del sogno; questo è il vero Yoga del Sogno. “Yoga” significa “unione”; lo Yoga Tibetano del Sogno ti unisce con il tuo spirito, ti mostra le profondità della tua mente, ti rende in grado di affrontare le tue paure; in questo modo puoi essere lucido in ogni aspetto della tua vita; anche nella veglia sarai libero da limiti, paura, angoscia, dolore, delusione.

Chi pratica lo Yoga Tibetano del Sonno e dei Sogni può arrivare ad un ultimo livello di profondità, quello finale che riguarda la consapevolezza degli assorbimenti psicofisici durante il processo della morte, ottenendo risultati eccellenti per la propria evoluzione interiore

Marcello Macini ha incontrato il Dharma a Dharamsala, in India, nel 1982 e da allora è impegnato nella pratica degli insegnamenti ricevuti dai più qualificati Maestri tibetani appartenenti alla tradizione di Lama Tzong Khapa tra cui S.S. il Dalai Lama, Lama Zopa Rinpoche, il Ven. Ghesce Yesce Tobden, il Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo, il Ven. Tulku Ghiatzo ed altri. Nel 1989 riceve dal Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo il permesso di condurre sessioni di meditazione e dai primi anni 90 inizia a guidare corsi di Dharma con la Benedizione del Ven Ghesce Yesce Tobden, successivamente il Ven Tulku Ghiatzo lo esorta a insegnare in modo assiduo e da allora insegna costantemente. E’ stato Direttore del Centro Ewam per 15 anni, dal 1989 al 2004, e Vicedirettore dell’Istituto Lama Tzong Khapa per 3 anni, dal 2009 al 2012. Fa parte degli insegnanti di Dharma certificati dall’ Fpmt Registred teachers e autorizzati a condurre Abc della Meditazione e Abc del Buddhismo, Discovering Buddhism e Basic Program. Ha strutturato e condotto molti corsi (“Come morire bene”, “Alchimia emotiva nell’esperienza meditativa”, “Scuola di Meditazione”, “Meditazioni analitiche”), ritiri di meditazione anche con gli studenti del Discovering Buddhism, del Basic Program, guidato il ritiro di Vajrasattva e diversi Ritiri di Lam Rim. Attualmente collabora con più centri di Dharma della tradizione Fpmt, segue insegnamenti e direttive di Kyabje Lama Zopa Rimpoche e del Ven Chusang Rimpoche, per la sua apertura Rime’ a tutte le Scuole Tibetane sta approfondendo la pratica Dzogchen con Machig Rimpoche. La sua sensibilità e l’interesse verso la conoscenza della mente, sviluppati attraverso lo studio e l’esperienza acquisita durante numerosi ritiri di meditazione, lo rendono particolarmente adatto a introdurre persone occidentali alla conoscenza del Dharma.

ABC DELLA MEDITAZIONE – IMPARARE A MEDITARE

Sabato 15 dicembre ore 10.00 – 17.00

Domenica 16 dicembre ore 10.00 – 17.00

Paolo Mori

La partecipazione a questo secondo modulo è riservata a chi ha già partecipato al primo modulo di novembre al Centro Ewam, oppure ha frequentato ABC della Meditazione all’Istituto Lama Tzong Khapa. 

Si tratta di un corso introduttivo di un fine settimana che copre i punti chiave della meditazione:

cos’è la meditazione e cosa non è,

il suo scopo,

i diversi tipi di meditazione,

come meditare,

come gestire gli ostacoli e le difficoltà,

come sviluppare una pratica meditativa quotidiana.

 

Il programma è distribuito in tre fine settimana che affrontano in maniera sistematica vari aspetti della meditazione. Lo scopo è di:

fornire i mezzi e le conoscenze di base per poter praticare la meditazione quotidiana a casa;

sviluppare una comprensione di come funziona il processo meditativo, delle caratteristiche dei vari tipi di meditazione e di come si integrano tra loro. Dal momento che esistono molti tipi di meditazione, non è facile all’inizio capire come orientarsi e come strutturare la propria pratica.

Il corso si articola in presentazioni, brevi sessioni di istruzioni alternate a sessioni di meditazione guidata, spazio per domande e risposte.

Per offrire un programma più completo ai partecipanti è possibile accedere al modulo più avanzato solo se si è partecipato a quello precedente.

Modulo 1 – Nel primo incontro ci si sofferma in particolare sulle pratiche per stabilizzare l’attenzione (concentrazione) e sviluppo della consapevolezza. Queste sono il punto di entrata alla meditazione e ci permettono di imparare metodi idonei a calmare la mente e a entrare in contatto con la sua vera natura.

Modulo 2 – Oltre a proseguire con le pratiche di base (attenzione e consapevolezza), verranno introdotte le meditazione analitiche e quelle per sviluppare attitudini positive che siano di beneficio a se stessi e agli altri.

Modulo 3 – Questo modulo consiste in un ritiro urbano, che comprende anche la pratica del silenzio, nel quale verranno approfondite le diverse meditazioni spiegate nei due moduli precedenti.

Il corso si rivolge a chiunque sia interessato alla meditazione in generale. Verrà utilizzato un approccio laico e non è necessario essere buddhisti per partecipare.

Per informazioni e iscrizioni inviare email a moripaolo8@gmail.com

oppure tel 339 1154019

Contributo di partecipazione per ogni modulo: 25,00 €

Paolo Mori  ha incontrato il Dharma alla fine degli anni ’70, ricevendo insegnamenti in Italia e in India da Maestri quali Lama Thubten Yeshe, Lama Zopa Rinpoche, Kiabje Zong Rinpoche, Geshe Jampa Gyatso, Geshe Yeshe Tobten, Tulku Gyatzo e altri. A partire dagli anni ’90 ha iniziato ad approfondire la tradizione Samatha-Vipassana con vari insegnanti, in particolare John Coleman (tradizione Sayagyi U Ba Kin), poi frequentando il centro ritiri Gaia House in Inghilterra, e negli ultimi anni partecipando a ritiri condotti da B. Alan Wallace. E’ stato direttore del Centro Terra di Unificazione Ewam di Firenze, associato all’FPMT. Per motivi di lavoro ha vissuto a lungo in India e Sud-Est Asia, e in particolare ha collaborato col Governo Tibetano in Esilio di SS il Dalai Lama, promuovendo programmi di sviluppo in agricoltura biologica per i rifugiati tibetani.

GLI OTTO VERSI DELL’ADDESTRAMENTO MENTALE

con Ghesce Thubten Sherab
da lunedì 10 a mercoledì 12 dicembre
dalle ore 20.30 alle ore 22.30

(la meditazione di martedì 11 e la lezione “l’essenza della pratica” di mercoledì 12 non si terranno)

“Otto versi per allenare la mente” è la base per la formazione dello spirito di compassione: si basa su intuizioni di approfondimento e saggezza di uno dei più grandi classici insegnamenti del Tibet. Questi insegnamenti sono adatti sia a praticanti buddhisti, sia a non buddhisti. Lama Atisha (980-1054 d.C.) introdusse la tradizione dello lo-jong, conosciuta anche come “addestramento mentale” o “trasformazione del pensiero”, nella pratica del Mahayana in Tibet. Gli insegnamenti del lo-jong sono insegnamenti Mahayana per eccellenza, poiché il loro obiettivo è eliminare l’atteggiamento egocentrico. Questi versi, scritti da Geshe Langri Thangpa (1054-1123), sono una grande fonte di ispirazione.

Il testo ci insegna ad affrontare le emozioni e ad allenare la mente per ottenere più compassione e fare le giuste scelte etiche. Impareremo a trasformare gli ostacoli più grandi in possibilità positive, e soprattutto come riuscire a preservare la nostra pace interiore. In breve e in modo conciso, viene spiegato come un vero bodhisattva abbia un atteggiamento compassionevole ed umile. I primi sette versi degli “Otto versi per addestrare la mente” riguardano la pratica focalizzata sullo sviluppo della compassione, dell’altruismo, del raggiungimento della Buddità e così via. L’ottavo verso mira a coltivare la saggezza su questo percorso.

Ghesce Thubten Sherab, ha incontrato l’entusiasmo degli occidentali per la sua abilità nel presentare il Dharma in modo accessibile, caldo e aperto. Nato in Nepal nel 1967, da genitori tibetani di tradizione Nyingma-Kagyu, Ghesce Thubten Sherab ha ricevuto la prima formazione buddhista a Kopan, il primo centro spirituale della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT); in seguito ha completato gli studi nell’ università monastica di Sera Je e nel collegio tantrico del Gyud Me, in India. Dopo aver trascorso un periodo di tempo negli USA, dove ha lavorato per l’FPMT e insegnato il Dharma, è stato nominato direttore della scuola del monastero di Kopan. Ghesce Thubten Sherab ha lasciato recentemente l’incarico di direttore della scuola – dove ha supervisionato i training di dibattito e le attività tantriche – per aver più tempo per meditare e insegnare nei vari centri dai quali è invitato.

ELABORARE I LUTTI E VIVERE PIENAMENTE

Un approccio secolare al Dharma

Dottoressa Silvia Bianchi

Domenica 2 dicembre ore 10.00 /18.00 con intervallo per il pranzo

Sappiamo nuotare nel grande e turbolento fiume della vita o, come dice Lama Tzong Khapa: “nei fiumi della sofferenza abbiamo le mani legate (dal karma, dalle abitudini), e siamo dentro una rete (dell’ignoranza)”.

Un cuore rotto (da lutti, separazioni ecc.) e un cuore aperto, dice Frank Ostasesky e quando soffriamo per il lutto non c’è nulla da aggiustare o risolvere, ma solo da accogliere ed attraversare.

Dice Isabella Allende, nel documentario “The gift of grief” (Il dono del lutto) quando parla della morte di sua figlia “era come quando partorivo, non potevo far altro che attraversare le doglie del parto, così nel lutto non potevo che accogliere le fitte del dolore e a mano a mano diminuivano fino alla nascita di un dono, una nuova vita, un nuovo modo di vivere”.

Come stiamo attraversando i nostri lutti? Attraversare un lutto permette di vivere pienamente? Un lutto bloccato, evitato, per la paura di sentire dolore spalma invece quel dolore su tutta la propria esistenza aumentandolo esponenzialmente.

Il ritiro si svolgerà con un numero minimo di 10 persone.

Costo € 65,00

Per informazioni ed iscrizioni per favore inviate una mail a info@ewam.it

SILVIA BIANCHI, psicologa e psicoterapeuta, ha lavorato con l’Associazione Nazionale Tumori, collaborando anche con hospice ed ospedali. Dopo la laurea: scuola di specializzazione in psicosintesi, DEA per l’università francese EHESS di Parigi in studio comparato fra psicologia e buddhismo. Discepola di Ghesce Ciampa Ghiatso dal 1991, ha completato il Masters Program di sette anni all’ILTK di Pomaia.

Tiene corsi teorico-esperienziali come didatta-psicoterapeuta di psicologia buddhista ed occidentale, mindfulness, MBSR ecc presso ILTK, ANT e ospedali, e ASL. Nel 2008 ha frequentato a Londra un corso di un anno per diventare supervisore (mindfulness based) di psicoterapeuti presso la scuola di psicoterapia Karuna. Docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze nel Master di 2° livello Meditazione e Mindfulness nelle Professioni di Aiuto ( 2011-2012). Docente Mindfulness nell’Accompagnamento alla Morte nel Master di 1° livello della Facoltà di Medicina di Torino.

Ha fatto tutto il training di formazione ( 7-day, ritiri, il Praticum e T.D.I. teacher training, insegnamento di più di 12 MBSR in supervisione-supervision program, ecc) presso il “Center for Mindfulness” all’università del Massachuset (USA, centro di Kabat-Zinn). E’ stata Socio fondatore dell’associazione Mindfulness Project prima, dell’associazione esperienze di Mindfulness di Milano poi, consiglio direttivo centro mindfulness e didatta del Mindfulness Professional training. Ora è uscita da tutte le associazioni. Insegnante di Buddismo (Dharma) certificata FMPT. Per approfondimenti:   www.silviabianchi.com  o  www.mindfulnessemeditazione.com.

LAMA CHOPA per TULKU GYATSO

Gentili soci ed amici del Centro Ewam,
mercoledì 21 novembre alle ore 19.15 celebreremo la Lama Chopa in occasione del settimo anniversario della morte del compianto Maestro del nostro Centro, Tulku Ghiatzo.
Vi aspettiamo.

Nel Dharma

Gomo Tulku – Un approccio al Buddhismo del XXI secolo “Non giudicare, osserva”

L’influenza del giudizio nel rapporto con noi stessi e con gli altri
mercoledi 14 novembre dalle ore 18.30 alle 20.30 
offerta consigliata 10,00 euro

Abbiamo la fortuna di condividere una serata con Gomo Tulku, una giovane Reincarnazione riconosciuta da SS Dalai Lama, che avrà come tema “Il giudizio”: in termini personali e nelle relazioni con gli altri.

Durante la serata ci sarà la possibilità di interloquire con Rinpoche facendo domande e ricevendo risposte.

Gomo Tulku è la ventitreesima incarnazione di Choeje Sonam Rinchen, principale discepolo del Mahasiddha indiano Phadampa Sangye contemporaneo del Santo tibetano Milarepa (1052-1135). Yogi tibetano altamente realizzato, Choeje Sonam Rinchen aveva fondato un eremo Phenpo, nel Tibet centrale, dove il suo amato Maestro Phadampa Sangye aveva vissuto e insegnato. L’eremo che ospitava diverse centinaia di monaci, meditatori e monache, era situato in una zona montuosa di Phenpo chiamata Gomo. Circa otto secoli più tardi, nel 1922, la regione Phenpo sarebbe diventata il sito ove sarebbe nata la reincarnazione nel XX secolo di Choeje Sonam Rinchen, che avrebbe preso il nome di “Gomo”.

L’attuale Gomo Rinpoche pensa che vivere, studiare o insegnare il buddhismo deve essere basato sull’autenticità, la pertinenza e il pragmatismo. La ventitreesima reincarnazione di Gomo Tulku nasce a Montreal, in Canada, l’8 agosto 1988. Tre anni dopo, il Dalai Lama Lo riconosce come la reincarnazione del suo nonno materno, il ventiduesimo Gomo Tulku, che ha tenuto tutti i lignaggi della scuola Gelug ed è stato riconosciuto per la sua competenza nella pratica del Tantra come nei canti e rituali di danze tradizionali.

Nel 1995, Gomo Tulku riceve l’ordinazione monastica da Sua Santità il Dalai Lama presso l’Istituto Tzong Khapa, Italia. Nei successivi dodici anni, Gomo Tulku segue il tradizionale corso di studi nel monastero di Sera Je, in India, dove ha studiato filosofia e psicologia buddhista. Nell’agosto del 2008, durante la cerimonia chiamata Rig-Chung, ha concluso i suoi anni di studio con un dibattito scolastico di fronte ad un pubblico di diverse migliaia di monaci.

Mentre studia al monastero, molto giovane, Gomo Tulku scopre la sua passione per la musica e la danza. Dopo aver completato la sua formazione buddhista, lascia la vita monastica per proseguire la sua carriera musicale in Europa. Il suo primo album ė una raccolta di riflessioni musicali di un giovane tibetano sulla vita e l’amore; è prodotto in collaborazione con musicisti e produttori di fama internazionale.

Gomo Tulku è convinto che il futuro del buddhismo deve combinare insegnamenti tradizionali con lo stile di vita contemporaneo. Oggi continua a migliorare la sua conoscenza di maestro tradizionale attraverso la sua esperienza umana contemporanea che vive nella società moderna. Negli ultimi anni, ha investito in numerose iniziative imprenditoriali in diversi settori. Attualmente vive a Kuala Lumpur, in Malesia, mantiene una stretta relazione con il suo patrimonio buddhista con frequenti visite al monastero in India.

Progetti futuri di Gomo Tulku sono promuovere il buddhismo utilizzando mezzi interattivi e promuovere la conservazione dell’ambiente in Tibet.

ABC DELLA MEDITAZIONE – IMPARARE A MEDITARE

Sabato 10 novembre 2018 ore 15.00 – 18.30

Domenica 11 novembre ore 10.00 – 17.00 

con Paolo Mori

Si tratta di un corso introduttivo di fine settimana che copre i punti chiave della meditazione:

cos’è la meditazione e cosa non è,

il suo scopo,

i diversi tipi di meditazione,

come meditare,

come gestire gli ostacoli e le difficoltà,

come sviluppare una pratica meditativa quotidiana.

 

Il programma è distribuito in tre fine settimana che affrontano in maniera sistematica vari aspetti della meditazione. Lo scopo è di:

fornire i mezzi e le conoscenze di base per poter praticare la meditazione quotidiana a casa;

sviluppare una comprensione di come funziona il processo meditativo, delle caratteristiche dei vari tipi di meditazione e di come si integrano tra loro. Dal momento che esistono molti tipi di meditazione, non è facile all’inizio capire come orientarsi e come strutturare la propria pratica.

Il corso si articola in presentazioni, brevi sessioni di istruzioni alternate a sessioni di meditazione guidata, spazio per domande e risposte.

Per offrire un programma più completo ai partecipanti è possibile accedere al modulo più avanzato solo se si è partecipato a quello precedente. 

Modulo 1 – Nel primo incontro ci si sofferma in particolare sulle pratiche per stabilizzare l’attenzione (concentrazione) e sviluppo della consapevolezza. Queste sono il punto di entrata alla meditazione e ci permettono di imparare metodi idonei a calmare la mente e a entrare in contatto con la sua vera natura.

Modulo 2 – Oltre a proseguire con le pratiche di base (attenzione e consapevolezza), verranno introdotte le meditazione analitiche e quelle per sviluppare attitudini positive che siano di beneficio a se stessi e agli altri.

Modulo 3 – Questo modulo consiste in un ritiro urbano, che comprende anche la pratica del silenzio, nel quale verranno approfondite le diverse meditazioni spiegate nei due moduli precedenti.

Il corso si rivolge a chiunque sia interessato alla meditazione in generale. Verrà utilizzato un approccio laico e non è necessario essere buddhisti per partecipare.

Al termine di ogni modulo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il corso si svolgerà solo con un numero minimo di iscritti.

Per informazioni e iscrizioni inviare email a moripaolo8@gmail.com,

oppure tel 339 1154019 

Contributo di partecipazione per ogni modulo: 25,00 €

 Paolo Mori  ha incontrato il Dharma alla fine degli anni ’70, ricevendo insegnamenti in Italia e in India da Maestri quali Lama Thubten Yeshe, Lama Zopa Rinpoche, Kiabje Zong Rinpoche, Geshe Jampa Gyatso, Geshe Yeshe Tobten, Tulku Gyatzo e altri. A partire dagli anni ’90 ha iniziato ad approfondire la tradizione Samatha-Vipassana con vari insegnanti, in particolare John Coleman (tradizione Sayagyi U Ba Kin), poi frequentando il centro ritiri Gaia House in Inghilterra, e negli ultimi anni partecipando a ritiri condotti da B. Alan Wallace. E’ stato direttore del Centro Terra di Unificazione Ewam di Firenze, associato all’FPMT. Per motivi di lavoro ha vissuto a lungo in India e Sud-Est Asia, e in particolare ha collaborato col Governo Tibetano in Esilio di SS il Dalai Lama, promuovendo programmi di sviluppo in agricoltura biologica per i rifugiati tibetani.

MEDITARE SULLA MORTE AIUTA A DARE VALORE ALLA VITA

Morte e lutto. Due giornate di meditazione con la Dottoressa Silvia Bianchi

Un approccio secolare al Dharma

Primo appuntamento: Domenica 28 ottobre ore 10.00 /18.00 con intervallo per il pranzo

Una giornata dedicata alla propria morte ci aiuta a percepire più profondamente i valori, le priorità e il senso della vita.

Ci aiuta ad accompagnare chi sta morendo e a vivere con meno paura.

Dedicare un’intera giornata a tante e diverse meditazioni sul morire dà gioia e pienezza invece che pesantezza e stress.

Trova la tua risposta.

Attraversa assieme ad altri, in gruppo, spazi di silenzio e condivisione, meditazione e riflessioni: questo è un prezioso e

raro mini-ritiro cittadino per ritrovare la direzione sia della propria vita sia per riprendere il proprio quotidiano più

centrati ed orientati.

Per informazioni ed iscrizioni per favore inviate una mail a info@ewam.it 

I Tre Aspetti Principali del Sentiero

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Sabato 20 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 21 ottobre dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle16.00

In questo breve insegnamento Lama Tzong Khapa ha concentrato tutti i principali punti della filosofia e della pratica buddhista, organizzandoli in modo da mostrare come il Sentiero interiore verso l’Illuminazione sia un graduale processo di maturazione della mente. Cominciamo con l’identificare la natura dell’esistenza ciclica (samsara) e ciò dà vita al primo aspetto del sentiero, ovvero la rinuncia. Visto che tutti gli esseri senzienti soffrono nel samsara, proprio come noi, sviluppiamo la Mente dell’Illuminazione (Bodhicitta), il secondo aspetto del sentiero, per renderli tutti liberi dalla sofferenza. Dato che la causa radice di tutte le sofferenze è l’ignoranza dell’aggrapparsi al sé, dobbiamo ottenere la saggezza che realizza la vacuità, il terzo aspetto del sentiero.

Questo insegnamento è adatto a tutti, sia a chi si affaccia per la prima volta agli insegnamenti Buddhisti ed è di grande utilità anche per chi ha già svolto studi più avanzati, come gli studenti di “ABC del Buddhismo e della meditazione”, ‘Alla Scoperta del Buddhismo” e del “Basic Program”.

 

Ghesce Tenzin Tenphel è nato nel 1956 in Tibet, nel Domo, una regione vicina al Sikkim, da una famiglia di agricoltori e nomadi. Nel 1959, dopo l’invasione cinese del Tibet, fugge con la famiglia dapprima in Sikkim e, nel 1960, nell’India del Sud.

A nove anni diventa monaco e fino ai diciassette frequenta una scuola pubblica, utilizzando le vacanze scolastiche per memorizzare i testi classici della filosofia buddhista.

A diciassette anni entra nell’università monastica di Sera-je, dove studia ventuno anni e accede al titolo di Ghesce Lharampa (il più alto riconoscimento negli studi classici delle università monastiche tibetane). Nel 1994 riceve l’ordinazione monastica completa e si reca per un anno al monastero tantrico del Gyuto, per completare la sua formazione.

Tra il 1995 e il 1996 Ghesce Tenzin Tenphel viaggia con altri monaci in Europa, negli Stati Uniti e nel Canada, dove da insegnamenti. Dal 1998 è Ghesce residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ove da abitualmente insegnamenti e, dal 1988, collabora alle diverse edizioni del Masters Program, il più elevato corso di sei anni di studio di testi buddhisti in occidente. Ghesce Tenphel si reca periodicamente nei vari centri italiani per insegnare sia i Sutra che i Tantra.

Ghesce Tenzin Tenphel è molto apprezzato tra gli occidentali per la sua chiarezza espositiva, la radiante serenità e l’esplosivo senso dell’umorismo

“Sono nato in Tibet nel 1956, su una montagna nella regione orientale dell’Amdo. Dove passa la catena dell’Himalaya. Del Tibet ricordo solo il mio piccolo cane. Avevo tre anni quando sono scappato insieme ai miei genitori”, racconta Ghesce Tenzin Tenphel. “Nel 1959 – quando i tibetani si ribellarono in modo non violento contro gli invasori cinesi e questi ultimi reagirono uccidendo in pochi mesi migliaia di persone – fuggii con la mia famiglia nel sud dell’India, dove sono cresciuto”. Tenzin Tenphel e i genitori hanno camminato per giorni in mezzo alla neve. Hanno percorso il passo del Kanchenzonga a cinque mila e cinquecento metri di altitudine e le foreste di rododendri a quattro e tre mila metri. Poi hanno attraversato il fiume che scende verso lo stato indiano del Sikkim, alla ricerca di un villaggio. L’hanno trovato solo a due mila metri: poche case e un gompa, il tempio buddhista. Da qui per raggiungere la capitale del Sikkim, Gangtok, ci vogliono almeno 24 ore di strada sterrata. Dal Tibet, quello stesso anno, scapparono 85mila profughi. “Niente è cambiato in Tibet dal ’59. La comunità non è in grado di intervenire. Alcuni monaci sono tuttora in carcere o condannati a morte”.

INTRODUZIONE AL BUDDHISMO E ALLA MEDITAZIONE

Ciclo di 4 incontri condotti da Paolo Mori

lunedì 1° – 8 – 15 e 22 ottobre 2018
Ore 20.45 – 22.30
per tutti!

Uno studente occidentale che desidera conoscere il buddhismo, spesso trova difficoltà ad avvicinarsi a questa tradizione millenaria nata in un contesto storico e culturale differente.

In questo ciclo di 4 incontri ripercorreremo le tappe del buddhismo nella sua evoluzione storica dalle origini, così come preservate nella tradizione Pali, alle scuole Mahayana, in particolare quella tibetana. Sullo sfondo di questo contesto storico-filosofico verranno presentati i concetti fondamentali, come l’analisi della sofferenza, il sentiero, il karma, l’origine interdipendente, la mancanza di sé dei fenomeni, la grande compassione, e vedremo quali sono gli strumenti meditativi proposti per intraprendere al meglio il percorso verso la cessazione della sofferenza.

Ingresso a offerta libera

Non è necessaria la prenotazione 

Paolo Mori  ha incontrato il Dharma alla fine degli anni ’70, ricevendo insegnamenti in Italia e in India da Maestri quali Lama Thubten Yeshe, Lama Zopa Rinpoche, Kiabje Zong Rinpoche, Geshe Jampa Gyatso, Geshe Yeshe Tobten, Tulku Gyatzo e altri. A partire dagli anni ’90 ha iniziato ad approfondire la tradizione Samatha-Vipassana con vari insegnanti, in particolare John Coleman (tradizione Sayagyi U Ba Kin), poi frequentando il centro ritiri Gaia House in Inghilterra, e negli ultimi anni partecipando a ritiri condotti da B. Alan Wallace. E’ stato direttore del Centro Terra di Unificazione Ewam di Firenze, associato all’FPMT. Di professione agronomo, esperto di cooperazione internazionale, ha soggiornato a lungo in India collaborando col Governo Tibetano in Esilio di SS il Dalai Lama, promuovendo programmi di sviluppo in agricoltura biologica per i rifugiati tibetani.

Jenang del Buddha della Medicina

Jenang del Buddha della Medicina

Ven. Ghesce Jampa Gelek

sabato 29 e domenica 30 settembre

sabato ore 16.00 / 18.00 – insegnamenti relativi al Jenang
Domenica dalle ore 14.00 – conferimento del Jenang

Il Jenang può essere ricevuto da tutte le persone come benedizione e quindi anche da chi non ha preso Rifugio nei Tre Gioielli: per chi ha preso Rifugio e intende prendere effettivamente il Jenang avrà come impegno quotidiano la recitazione del Mantra del Buddha della Medicina, di cui avremo la trasmissione orale.

Il Buddha della Medicina è raffigurato con le vesti da monaco, siede nella posizione del loto, la mano sinistra è nella posizione di meditazione e regge una ciotola che contiene un nettare medicinale ed il frutto del mirabolano; la mano destra è appoggiata al ginocchio destro con il palmo rivolto verso l’esterno nel mudra del concedere realizzazioni e tiene lo stelo di un fiore di mirabolano, conosciuto come pianta medicamentosa.

Il colore della sua pelle è blu come i lapislazzuli ed emana bagliori dorati. Questa pietra fin dall’antichità simboleggiava la purezza e si diceva avesse potere curativo e rigenerante.

Lama Zopa Rimpoche ci ricorda quanto disse il Buddha:

“Ananda, anche coloro che sentono solo il santo nome di questo Buddha non rinasceranno mai più nei reami inferiori”.

Inoltre Lama Zopa Rimpoche ci dice: “Se recitiamo il mantra del Buddha della Medicina come pratica giornaliera, tutti i Buddha e i Bodhisattva ci presteranno attenzione, come una madre presta attenzione al suo amato figlio, e ci guideranno costantemente”.

 

Geshe Ciampa Gelek, Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa dal marzo 2012, è l’attuale docente degli studi tantrici del Masters Program residenziale dell’FPMT, oltre ad insegnare diversi soggetti nei corsi dei fine settimana. Nel 1999 ha ricevuto il dottorato di Ghesce Lharampa, presso l’Università monastica di Sera Je, rivelandosi il primo del suo corso di studi, peraltro frequentato con successo anche da diversi allievi eccezionali, tra i quali Dagri Rinpoce.

LE DUE VERITA’ E LA SCIENZA BUDDHISTA DELLA MENTE – SAMATHA e VIPASSANA

Le due verità e la scienza buddhista della mente (terza parte)

con Gabriele Piana

Il corso è rivolto a tutti, buddhisti e non buddhisti. 

E’ possibile partecipare anche se non si è seguito la prima parte.

sabato 22 settembre ore 16:00 – 18:00

domenica 23 settembre ore 10:30 – 12:30 e 14:00 – 16:00

Che cosa è reale? Che cosa è vero nelle nostre esperienze? E se, come si è chiesto Cartesio nel 1600 e come ci invitano a chiederci anche film come Matrix e Inception, tutto fosse un sogno? In che modo percepiamo gli oggetti? Qual è la natura della nostra mente? E quali sono i rapporti tra mente, natura della mente ed emozioni distruttive? In questo corso, ci si propone di prendere in esame tali e altre domande, sulla base di un’indagine che tiene conto sia dellascienza buddhista della mente, nei suoi aspetti pratici o meditativi e nei suoi aspetti epistemologici o gnoseologici, sia della riflessione filosofica e scientifica.

Gabriele Piana ha insegnato filosofia al liceo, e stato ricercatore di Filosofia Morale presso la Facolta di Scienze della Formazione di Palermo e redattore di “aut aut” e di “Millepiani”. Si è occupato del pensiero francese contemporaneo, pubblicando alcuni libri, fra i quali Le scene della scrittura nell’opera di Jacques Derrida (Mimesis, 2001) e Conoscenza e riconoscimento del corpo (Mimesis, 2005). Nel 1992 ha conosciuto la pratica della meditazione e nel 2005, grazie alla gentilezza di alcuni suoi maestri, ha preso rifugio nel Dharma. Nel 2008- 2013 ha portato a termine un Masters Program in studi filosofici buddhisti e, dopo tre anni di benefico training monastico, e ritornato allo stato di praticante laico, continuando a insegnare teoria e meditazione buddhista e scrivendo diversi articoli su tematiche buddhiste. Presso l’Istituto Lama Tzong Khapa, dal 2010 al 2014 ha svolto l’attivita di insegnante per il Basic Program on line, dal 2014 al 2015 ha insegnato nel corso Alla scoperta del Buddhismo e nel 2015 e stato insegnante assistente per il Basic Program online. Attualmente e insegnante assistente per il Masters Program residenziale e online 2015 – 2021 presso l’Istituto Lama Tzong Khapa. E’ insegnante registrato dell’FPMT. 

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