con Marcello Macini

Sabato 12 gennaio dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Domenica 13 gennaio dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 16.00

“Sogno, morte e bardo” è un passaggio importante nell’acquisizione della conoscenza del Buddhismo tibetano e offre la possibilità di sviluppare tipi di consapevolezze nuove e indispensabili per la cura di se stessi.

Nel buddhismo la morte fisica non determina una fine assoluta dell’esistenza ma manifesta un processo di naturale cambiamento della coscienza che si conclude con una nuova rinascita. Questo processo ha la necessità di essere preparato affinché possiamo esserne protetti e determinare al meglio la direzione della nostra futura rinascita. Vi è un periodo tra le nascite chiamato bardo (bar-do) in tibetano, durante il quale la mente assume un aspetto sottile. Al momento della nostra rinascita la mente si manifesta poi in un aspetto più grossolano. Questo processo è riconducibile a tutte le volte che ci addormentiamo, in quanto la nostra mente ripercorre in forma più leggera gli assorbimenti che avvengono nella morte. Quando poi sogniamo, ciò avviene con un corpo sottile che assomiglia a quello del bardo, quando ci svegliamo abbiamo un aspetto più grossolano che è simile al prendere una nuova vita.

La pratica meditativa dello Yoga del Sonno e dei Sogni permette di riconoscere il parallelismo tra l’andare a dormire, il sognare, lo svegliarsi e dall’altro lato il morire, il bardo e la nuova vita. Fin dall’antichità, nel contesto del Buddismo Tibetano, si è sviluppata molta attenzione verso il sogno lucido tanto da metterlo al centro delle più importanti pratiche meditative e spirituali: si pratica il cosiddetto ‘Yoga Tibetano dei Sogni‘ (in inglese noto anche come dream yoga) che proviene dal Grande Mahasiddha Naropa vissuto nell’XI secolo. Il primo passo è rendersi conto di stare sognando nel momento in cui il sogno si manifesta, è il modo migliore per comprendere il carattere illusorio del sogno, dopodiché si esplora la possibilità di mutarlo secondo i propri desideri. La pratica del sogno lucido consente di capire che i sogni sono illusori ma l’obiettivo più importante è arrivare a comprendere che anche la realtà che noi percepiamo comunemente nella veglia è illusoria. Per andare a un livello più profondo occorre praticare la meditazione all’interno del sogno; questo è il vero Yoga del Sogno. “Yoga” significa “unione”; lo Yoga Tibetano del Sogno ti unisce con il tuo spirito, ti mostra le profondità della tua mente, ti rende in grado di affrontare le tue paure; in questo modo puoi essere lucido in ogni aspetto della tua vita; anche nella veglia sarai libero da limiti, paura, angoscia, dolore, delusione.

Chi pratica lo Yoga Tibetano del Sonno e dei Sogni può arrivare ad un ultimo livello di profondità, quello finale che riguarda la consapevolezza degli assorbimenti psicofisici durante il processo della morte, ottenendo risultati eccellenti per la propria evoluzione interiore

Marcello Macini ha incontrato il Dharma a Dharamsala, in India, nel 1982 e da allora è impegnato nella pratica degli insegnamenti ricevuti dai più qualificati Maestri tibetani appartenenti alla tradizione di Lama Tzong Khapa tra cui S.S. il Dalai Lama, Lama Zopa Rinpoche, il Ven. Ghesce Yesce Tobden, il Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo, il Ven. Tulku Ghiatzo ed altri. Nel 1989 riceve dal Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo il permesso di condurre sessioni di meditazione e dai primi anni 90 inizia a guidare corsi di Dharma con la Benedizione del Ven Ghesce Yesce Tobden, successivamente il Ven Tulku Ghiatzo lo esorta a insegnare in modo assiduo e da allora insegna costantemente. E’ stato Direttore del Centro Ewam per 15 anni, dal 1989 al 2004, e Vicedirettore dell’Istituto Lama Tzong Khapa per 3 anni, dal 2009 al 2012. Fa parte degli insegnanti di Dharma certificati dall’ Fpmt Registred teachers e autorizzati a condurre Abc della Meditazione e Abc del Buddhismo, Discovering Buddhism e Basic Program. Ha strutturato e condotto molti corsi (“Come morire bene”, “Alchimia emotiva nell’esperienza meditativa”, “Scuola di Meditazione”, “Meditazioni analitiche”), ritiri di meditazione anche con gli studenti del Discovering Buddhism, del Basic Program, guidato il ritiro di Vajrasattva e diversi Ritiri di Lam Rim. Attualmente collabora con più centri di Dharma della tradizione Fpmt, segue insegnamenti e direttive di Kyabje Lama Zopa Rimpoche e del Ven Chusang Rimpoche, per la sua apertura Rime’ a tutte le Scuole Tibetane sta approfondendo la pratica Dzogchen con Machig Rimpoche. La sua sensibilità e l’interesse verso la conoscenza della mente, sviluppati attraverso lo studio e l’esperienza acquisita durante numerosi ritiri di meditazione, lo rendono particolarmente adatto a introdurre persone occidentali alla conoscenza del Dharma.

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